Colloquio tra Rinani e Presilio Vettore
10
Aprile
2017
Ultimo aggiornamento
12
Febbraio
2018
NON VI PERDONO !
In tutta l'inchiesta giudiziaria sulla strage alla stazione di Bologna, non esiste un solo verbale che parli di Roberto Rinani prima del 2 agosto 1980.
Considerando le continue pubblicazioni editoriali dove vengo ancora indicato come colui che anticipò la notizia della strage, per l'ennesima volta RIBADISCO:
Nessun incontro o colloquio avvenne all'interno dell'Istituto Circondariale di Padova con Presilio Vettore che non ho mai conosciuto!
Per questa brutta storia completamente inventata nei miei confronti, ho subito anni di carcerazione e cinque processi con venti coimputati totalmente a me sconosciuti.
Ricordo a coloro che continuano a ripetere che le sentenze di condanna vanno rispettate, a maggior ragione devono essere rispettate le sentenze di assoluzione.
ALLA RICERCA DELLA VERITA'
Nel 1980, il carcere Due Palazzi di Padova era diviso in due settori, quello maschile e quello cosiddetto femminile (dov'ero io). Erano due edifici completamente isolati fra loro, salvo che da un portone che all'occorrenza poteva venire aperto, ma sempre con la presenza di guardie carcerarie.
Il settore femminile non ospitava donne, ma alcuni detenuti che non potevano avere contatti con quello maschile. In quest'ultimo vi erano “ospitati” anche alcune decine di compagni di Autonomia Operaia, fatti arrestare dal giudice Calogero (per loro Kalogero) nella retata del 7 aprile 1979.
Presilio Vettore alloggiava in questo settore!
Qui mangiava, dormiva e con molta probabilità “origliava” i discorsi che venivano fatti all'interno di questo settore carcerario.
È molto importante puntualizzare e valutare questo particolare per una considerazione che non potrà certo sfuggire ad un'attenta lettura del verbale d'interrogatorio del suo avvocato Franco Tosello, che fu, ricordiamolo, il primo in assoluto a raccogliere le prime e più importanti dichiarazioni di Presilio Vettore.
Egli riassume ed evidenzia particolari di grande importanza per tentare di ricostruire nel migliore modo possibile una vicenda che a tutt'oggi rimane dubbia e a dire poco sconcertante, considerando anche il fatto che mio malgrado, mi ha totalmente coinvolto.
Dalla lettura del verbale in oggetto (che allego), si rileva nella prima parte, un progetto terroristico che non aveva nulla a che vedere con la città di Bologna.
Così è riassunto:
Tra il 27 maggio e prima del 1 luglio 1980, (ma da un'analisi del verbale si comprende che è prima del 20 di giugno), l'avvocato Franco Tosello, mentre era in una sala nel carcere di Padova a colloquio con alcuni detenuti, all'improvviso si intrufolò all'interno Presilio Vettore e gli disse che aveva una cosa molto importante da riferirgli riguardante il terrorismo, ed in particolare accennò ad un attentato nei confronti del guidice Calogero o Zen.
No giudice Stiz - No attentato ad agosto - No Rinani
Successivamente, ed esattamente il 1 luglio, su insistenza pressante del Vettore e di sua figlia, ritornò a colloquio in carcere, ed il Vettore in questa occasione nuovamente gli confermò di essere a conoscenza di fatti di terrorismo e gli parlò ancora di un attentato al giudice Calogero o Zen.
No giudice Stiz - No attentato ad agosto - No Rinani
Alla richiesta dell'avvocato di specificare meglio la provenienza del fatto terroristico, Vettore DEBORDO' parlando di un attentato al giudice Stiz.
Chi o cosa abbia convinto il Vettore a modificare ed invertire così radicalmente i suoi discorsi è alquanto difficile poterlo sapere.
A mio modesto parere, tutto ruota attorno a questo punto focale del “suo racconto” e scoprirlo vorrebbe dire avere raggiunto un importante traguardo!
Comunque, un paletto orientativo si può già mettere, perchè dal mese di giugno e almeno fino al 1 di luglio, il suo racconto non cambia, anzi, è unidirezionale: attentato terroristico al giudice Calogero o Zen !
Poi, il repentino cambiamento!
Per questo motivo, non si può del tutto escludere l'intervento di qualcuno dall'esterno che abbia coordinato come un regista questa situazione, ma che nello stesso tempo (dalla strage di Ustica del 27 giugno a quella di Bologna) non sia stato in grado di trovare di meglio nelle patrie galere che un povero disgraziato come Presilio Vettore, persona che probabilmente si rese anche disponibile, ma alquanto maldestro e incapace di poter sostenere nel tempo, un racconto troppo complesso che si ingigantiva a dismisura giorno dopo giorno, dovendo anche nel frattempo tentare miseramente di barattare la propria carcerazione con quanto confusamente andava raccontando, forse ignaro in tal modo, di inquinare una parte dell'inchiesta giudiziaria.
Vettore, poi precisò che il giudice Calogero fino a quando fosse stato impegnato nel processo agli Autonomi non avrebbe avuto nulla da temere.
Molto bene!
Quindi ora non ci lascia più alcun dubbio, perchè confermò così che fino al 1 di luglio il pericolo terroristico incombeva eslusivamente sul giudice Calogero.
Poi debordò parlando di un attentato al giudice Stiz !
In seguito aggiunse che sarebbe stato preceduto da un grosso fatto (desunta strage) del quale avrebbero parlato televisione e giornali.
Da un preannunciato attentato terroristico di probabile “origine comunista” contro il giudice Calogero, passò con disinvoltura ad un altro preannunciato attentato terroristico di probabile “origine fascista” contro il giudice Stiz, (mai avvenuto) ma proiettando e orientando in tal modo la stessa matrice anche sulla (desunta) strage di Bologna!
A corroborare l'attentato al giudice Stiz, con il tempo ci pensarono anche alcuni pentiti.
Sapremo mai chi ha avuto il potere di elaborare e gestire tutta questa macchinazione?
Il Vettore inoltre aggiunse:
Che questo attentato sarebbe stato eseguito e gli sarebbe stato riferito tramite una lettera (che stracciò) da quelli che lui conosceva. Parlò al plurale! Chi erano quelli?
Proseguendo, come una guida alla lettura del verbale dell'avvocato Franco Tosello, sorgono spontanee ulteriori domande:
- Chi era e che rapporti aveva il Vettore con quel carabiniere a nome Scibilia del Generale Dalla Chiesa? (non fu mai effettuata alcuna indagine!)
- Chi era l'ispettore venuto da Roma per sentirlo? (non fu mai effettuata alcuna indagine!)
- Chi erano le persone che gli avrebbero fornito del denaro? (non fu mai effettuata alcuna indagine!)
- Chi era quella persona che prima del 20 di giugno aveva “l'obbligo” di pagare un milione di lire al suo avvocato? (non fu mai effettuata alcuna indagine!)
E ancora:
- Chi erano quei detenuti componenti del gruppo di 4-5 persone che qualche mese dopo, nel novembre del 1980, sempre nello stesso carcere di Padova, aggredirono e accoltellarono il Vettore tentando di ucciderlo?
A quell'epoca, in tutta la struttura carceraria non c'era neanche lontanamente l'ombra di un presunto neofascista!
In questo caso, l'indagine a quanto mi è dato a sapere non produsse alcun risultato.
Molto strano è poi il fatto della lettera (la numero 4 che allego) senza data che avrebbe scritto al suo avvocato. Esiste solo la fotocopia perchè l'originale la strappò davanti al giudice di sorveglianza.
Come mai nessuno dei presenti,compreso l'avvocato, ebbe l'istintiva, naturale e semplicissima idea di raccoglierne i frammenti? Avremmo almeno avuto un puzzle del documento sicuramente in originale e disponibile per una eventuale perizia sulla calligrafia e sulla firma del Vettore.
Considerata la gravità dei suoi discorsi, perchè in questo colloquio che durò circa un'ora e mezza con il giudice Tamburino, il Vettore venne ascoltato in via informale?
Solamente il 6 di agosto (a strage avvenuta) fu redatto un generico riassunto di quanto argomentato e inviato ai giudici di Bologna.
Tanti dubbi, molti dei quali probabilmente a distanza di alcuni decenni rimarranno irrisolti, considerando anche la scomparsa dei principali attori della vicenda. Comunque, il tutto si può analizzare e valutare con attenzione, perchè si evidenzia in modo inconfutabile anche nei documenti che seguiranno, la totale assenza del nome di Rinani prima del 2 agosto 1980.
A quanti, hanno ancora la volontà di arrivare ad aggiungere un nuovo tassello, al vuoto lasciato incredibilmente dalla prima inchiesta giudiziaria, si prodighino, perchè molti particolari e una certa sostanza sono ancora lì, a disposizione, per una doverosa e seria ricerca.
Documenti che di seguito allego con riferimento processuale N.344/80 R.G.G.I. VOL.X/A-2
(1) Verbale di interrogatorio del 27 agosto 1980, effettuato dal Sost.Procuratore Claudio Nunziata all'avvocato Franco Tosello. È lo stesso documento che avevamo a disposizione durante i vari processi in Corte d'Assise a Bologna. È molto importante e lo definirei “vissuto” perchè porta ancora alcuni degli appunti evidenziati durante le innumerevoli e lunghe udienze processuali. Ma fra le oltre trecentomila pagine che era composta l'inchiesta di allora, la rilevante importanza del contenuto di questo documento ci era purtroppo in parte sfuggita.
(2/3) Copie telegrammi.
(4) Fotocopia della lettera inviata all'avvocato Franco Tosello (forse calligrafia di Presilio Vettore e forse è il collage di 2 distinte lettere).
(5/6) Copia busta postale fronte e retro (attribuita alla lettera).
(7). Copia lettera inviata dal Vettore al giudice di sorveglianza Tamburino.
Anche la lettera (7) è priva di data e non so se esista l'originale e la relativa busta postale. Come si nota,la firma del Vettore è completamente diversa dalla precedente lettera (4).
Delle due firme qual'è quella vera?
O sono entrambe false?
È bene ricordare che in tutta l'inchiesta giudiziaria sulla strage alla stazione di Bologna, non sono mai esistiti verbali di interrogatorio firmati da Presilio Vettore, né prima, né dopo il 2 agosto 1980.
Roberto Rinani (alias l'Ammiraglio)